Il counseling ha finalmente il suo Codice ATECO: una svolta storica per la professione
Un traguardo ottenuto da poco, che segna un primo riconoscimento ufficiale del counseling in Italia.
A partire dal 1° gennaio 2025, il counseling – il supporto professionale basato sull’ascolto, sul dialogo e sull’accompagnamento del cliente – ha finalmente un codice ATECO specifico (88.99.01), che lo distingue ufficialmente tra le attività economiche e professionali.
Fino a ieri, noi counselor eravamo costretti a utilizzare codici generici (come l’88.99.00 per l’assistenza sociale o il 96.09.09 per i servizi alla persona). Si trattava di “contenitori” che non descrivevano la nostra professione, rendendoci di fatto invisibili nelle statistiche ufficiali e creando spesso ambiguità rispetto ad altre figure professionali.
Cosa significa, in concreto, avere un codice specifico?
Non è solo una questione burocratica: è un segnale di chiarezza, trasparenza e tutela. Per un professionista, il codice 88.99.01 cambia la quotidianità lavorativa su più fronti:
- Identità fiscale definita: L’apertura della Partita IVA e il rapporto con l’Agenzia delle Entrate diventano lineari. Non dobbiamo più “adattarci” a categorie improprie; il counseling è ora una categoria a sé stante.
- Accesso a nuove opportunità: Molti bandi pubblici, convenzioni aziendali e progetti di welfare richiedono codici ATECO specifici. Ora la nostra professione può partecipare a pieno titolo a queste iniziative.
- Riconoscimento istituzionale: Per la prima volta, l’ISTAT potrà raccogliere dati precisi su quanti siamo e dove operiamo, dando dignità statistica e peso economico a un settore che muove migliaia di professionisti.
Un passo avanti per la professione, una certezza in più per i clienti
Per chi cerca un counselor, questa novità si traduce in un rapporto più sicuro. La fattura che riporta il codice 88.99.01 è una garanzia di corretto inquadramento: il cliente sa con certezza che sta acquistando una prestazione di counseling e non una consulenza generica o un intervento di tipo sanitario.
Tuttavia, è importante ricordare che il codice ATECO è un punto di partenza, non di arrivo. In Italia, il counseling resta una professione disciplinata dalla Legge 4/2013 (professioni non organizzate in ordini o collegi). Questo significa che la qualità del servizio dipende ancora drasticamente dalla serietà del singolo professionista.
Come verificare se un counselor è un professionista serio?
Il codice ATECO è un primo “filtro” di serietà, ma per scegliere con consapevolezza suggeriamo di controllare sempre questi cinque pilastri:
- Formazione triennale: Un percorso serio prevede almeno 600-900 ore di formazione tra teoria, pratica e tirocinio.
- Iscrizione a un’associazione professionale: Sigle come AssoCounseling, ACP, CNCP, REICO, AICo, SICo, ANCoRe (e altre) garantiscono il rispetto di standard formativi elevati.
- Codice Deontologico: Il professionista deve aderire a regole etiche chiare in merito a riservatezza, competenza e confini professionali.
- Supervisione continua: I counselor esperti si confrontano regolarmente con supervisori per garantire la massima qualità nel supporto ai clienti.
- Aggiornamento costante: La formazione non finisce con il diploma, ma prosegue per tutta la carriera.
MioCounselor: al fianco della qualità
Su MioCounselor, il nuovo codice ATECO è diventato il nostro primo criterio di verifica, ma non ci fermiamo qui. Chi si iscrive al portale deve dimostrare il proprio percorso formativo e professionale. Verifichiamo personalmente titoli, tirocini e appartenenza alle associazioni di categoria.
Il 2025 segna dunque un momento importante: il counseling diventa ancora più accessibile, visibile e valorizzato. È un passo avanti per noi professionisti, ma soprattutto per tutte le persone che credono nel potere del dialogo e della crescita personale.
Se cerchi un counselor verificato, su MioCounselor trovi solo professionisti controllati personalmente. Se sei un counselor e vuoi unirti alla nostra rete, contattaci qui.
